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Archivio mensile:dicembre 2011

Livia, che è la fidanzata di Ciccio, ha fatto il compleanno nella cantina di Ciccio. La cantina di Ciccio è un luogo mitico per tutti noi amici di Ciccio, sono molte infatti le storie, quasi leggende, legate a questo piccolo buco sottoterra. Ora qui vedi le piastrelle ma una volta c’era solo gofan e quando tornavi a casa erano cazzi, sempre se ci tornavi a casa, sempre se Ciccio non ti offriva un Contains. L’apertura della suddetta cantina è ormai legata solo ed esclusivamente a rarissimi ed importantissimi eventi. Alla fine in questo rullo ci trovi il compleanno di Livia, due coppie felici, amici, mia mamma, Bagalim, Giovanna e il mio giardino fake.

Olympus mju + Kodak Trix 400

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” Non c’è in natura una passione più diabolicamente impaziente di quella di colui che, tremando sull’orlo di un precipizio, medita di gettarvisi.“

Francesco è come un disco jazz, non sai mai cosa arriverà dopo, di sicuro smetterai di bere quel drink annacquato che tieni in mano, di sicuro ti getterai. Gli occhi alla musica, le orecchie tese ai gesti. Ai pianisti i tasti, a lui il pennello oppure il pennello e la macchina fotografica insieme. Lamericano82 è il suo racconto, parte di quel precipizio che ti affascina, stupisce e sorprendentemente ti fa avvicinare. Un vuoto amico che ti accoglie con parole ed immagini.

Cogne, novembre 2011.

Chi sei, da dove vieni e perché ci conosciamo?

Mi chiamo Francesco ( Cesco, Cisco o Fra…) Corniolo, ho quasi trent’anni e non li sento, nato, cresciuto e vissuto, con qualche non breve parentesi, ad Aosta, città mia in tutto; io e te, caro il mio Blot, ci conosciamo perché, quasi tre anni fa, son venuto a lavorare dove lavori tu.

Qual è il tuo primo ricordo legato alla bici? E l’ultimo?

La prima bici che ricordo è una Graziella rosa antico ( non l’avevo ereditata, l’ho voluta io rosa… però tutte le bambine del cortile volevano farci un giro…), ho iniziato con una fissa se vogliamo. L’ultimo ricordo invece sono 8 persone che fanno crocicchio fuori dal Moulin, affascinati dalla mia attuale fissa, che non è più rosa ma verde.

Rap o punk?

Indifferente. Meglio se in una lingua che capisco. La musica è tutta bella ma se poi dici cazzate allora vali molto meno ( azz ma forse è per questo che ascoltiamo solo musica in inglese ).

Cosa ne pensi dell’Italia?

Ho sempre visto piuttosto la Valle d’Aosta come terra natia, qui i confini li vedi, basta alzare gli occhi, non sono un gran patriota, non brucerei la mia mano per nessun paese. Devo dire però che in Italia si mangia bene dappertutto.

C’è qualcosa che cambieresti della tua vita? Sei felice?

No e no. La felicità sta sempre un passo avanti, il segreto è non cambiare mai strada per raggiungerla o forse basterebbe essere più felici di essere tristi.

La storia che c’è attorno alle foto è molto semplice, l’amicizia come collante, così come il cibo e il buon vino. Raccontano un pomeriggio a casa di Claudio, passato a scegliere la carne, preparare le pentole, accendere il fuoco. Abitudini “antiche” forse, quasi perse e difficili da trovare nell’era degli Ipermercati. I profumi di una cucina che sostituisce la televisione, luogo di unione e di sentimenti, sincerità e silenzi costruttivi.

Canon Eos 1D Mark IV

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