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Archivio mensile:settembre 2012

Le Ficellartset sono un collettivo valdostano. Suonano musica tradizionale con strumenti tradizionali. Le foto che vedi le ho fatte durante un’apparizione dei nostri alla personale di Tino Aime ad Aosta. Se non sai chi è Tino Aime te lo spiega Mario Rigoni Stern: “Dice una vecchia leggenda che tra le rocce del Latemar ci sono gli gnomi minatori che dentro la montagna cantano: «Nove volte bosco e nove volte prato / E poi verrà il tempo promesso / Dove tutto sarà quello che una volta era». Queste parole le ripetono anche i quadri di Tino Aime.” Chiaro? Pellicola sfruttata, forse troppo, ma la reperibilità del bianco e nero altamente sensibile ad Aosta è un privilegio raro.

Minolta XD7 + Ilford hp5 400

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Il Tor des Geants è un Endurance Trail che si snoda lungo le due Alte Vie della Valle d’Aosta con partenza ed arrivo a Courmayeur per un totale di circa 330km (200 miglia) e 24000 metri di dislivello positivo, seguendo per prima l’Alta Via n°2 verso la bassa Valle e ritornando per l’Alta Via n°1. Quest’anno ho avuto la fortuna di seguirlo molto da vicino. Per una settimana, dal 9 al 16 settembre. Di seguito foto e parole.

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Dopo Lavaredo un altro trail. In casa, almeno per un terzo, almeno così doveva essere. La neve si è fatta viva e si è portata via qualche grado, e anche qualche chilometro.

Dall’agenda rossa che porto con me: “Venerdì 31 agosto. 14.30, lascio Renato e Francesca in bivacco, esco a fare due passi. Caffè americano in Francia, quattro chiacchiere con Blo, pochi gradi e poche gocce. Per ora. In mattinata Renato mi ha detto che l’UTMB è stata accorciata di circa 70 km. Un centinaio di km al posto dei 168 previsti, alla fine, gli elementi vincono sempre. Si rimane in Francia. CHX questi giorni è il festival del tecnico; Gore-Tex ovunque, materiali leggeri, gel, integratori, frontali, GPS e zainetti, il peso qua è di troppo. 16.15, briefing @ Hotel Alpina, mi chiedo se posso entrare nonostante non abbia un logo The North Face stampato addosso. 17.45, bivacco. Preparazione, -75 minuti alla partenza. 19.00, partenza, 2480 concorrenti. 19.30, in macchina con Renato, direzione St. Gervais. Sulla strada ci sono i bus che accompagnano la gente a vedere la gara. In Italia succede solo quando l’Inter vince lo scudetto. 20.00, in coda per St. Gervais, piove. 20.30, St. Gervais, sottofondo di brodo e campanacci, piove secco. Francesca è seconda. 21.45, Les Contamines, musica della peggio Mtv e tifo da stadio. Macchine fotografiche e brodo sempre presenti. Mi accorgo di un gruppetto di giapponesi, saranno 6 o 7 e si occupano di 1, forse 2 atleti. Sempre mega tecnologici. Urlano. 22.30, Renato mi ha portato la cena, un piatto di brodo. Finalmente lo assaggio. Totally addicted. Erano anni che non bevevo un brodo così, un’ottima annata il 2012. A Les Contamines il passaggio degli atleti è doppio, andata e ritorno, rimaniamo qua. 22.40, vedo occhi, sudore, pelle, fango, condensa, fiato, freddo, umido, colori e baci, tanti. C’è tanto amore in queste gare, credo vada a braccetto con la pazienza, quella delle mogli, delle fidanzate, dei figli e delle figlie. Indispensabile. 23.06, i giapponesi continuano a urlare, i concorrenti sotto il tendone aumentano sempre di più. Il freddo anche. 23.46, ritratti. Nulla meglio del volto esprime l’animo dell’uomo, soprattutto in queste condizioni. Sabato 1 settembre, 00.37, le giacche anti vento/pioggia sono fredde solo a guardarle, anche da asciutte. Aspettiamo il ritorno di Francesca. 01.30, andiamo verso Les Houches, Francesca ha 20 minuti di ritardo sulla prima. 02.06, Les Houches, attesa e fame. 71 km fatti, da loro. 02.50, cibi asettici, ogni tanto appare del pane e un pò di frutta. 04.00, L’Argentière. Ultimo giro, Francesca è sempre seconda, purtroppo. Io continuo col brodo, purtroppo. Continua a piovere, ho dato il mio cellulare a Francesca che lei ha perso il suo. Sleepless. 05.20, sonno furtivo in macchina. 07.15, Francesca all’arrivo, seconda, è giorno ormai. Grigio, umido, freddo. 08.00, linea d’arrivo. LACRIME E SORRISI.

Canon Eos 1D Mark IV

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