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Archivio mensile:aprile 2012

Microfoni all’asta e aste astute, ottoni lustrati e cavi abbandonati, polvere di note degne di nota.

Canon Eos 1D Mark IV

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Semplice no? Allora a quel punto scegli il libro che preferisci, rigorosamente usato, e il tuo sguardo si posa su quelle cifre pallide. Poi decidi. Intanto il tempo passa, osservi, ti guardi attorno, lo annusi quel libro, perchè l’odore, il profumo della carta d’annata, resa fragile dal tempo, è più buono, buono come è stato per me vedere il mare in una primavera ancora acerba, quasi autunnale. Un mare grigio, forte insieme al vento e alla pioggia che lo hanno avvicinato ai miei occhi, mare amico. I lidi ferraresi, Ferrara, Comacchio, le biciclette, i gabbiani che giocano, le seconde case silenziose, il pranzo pasquale dei nonni, gli ideali, la piadina, quella vera, il sabato sera davanti alla tv, la trattoria Rana, attesissima, sulla via del ritorno, in compagnia di Lance e Fra, una bottiglia di Sangiovese e varie pietanze tipiche, elogio della semplicità. Tornare a Torino è stata dura. Mi piace l’Emilia Romagna, mi fa ricordare ciò che non ho visto, mi arricchisce. Alla fine il libro non l’ho scelto, i libri non dovrebbero avere un prezzo, i libri sono di tutti.

Minolta XD7 + Fujicolor Pro 400H

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“Mi rivedo con Picasso mentre tornavamo di notte dall’Albergo Minerva, dove alloggiavano le ballerine russe, al nostro albergo in Piazza del Popolo. Preferivamo la Roma al chiaro di luna perché di notte si vede come è fatta una città.”

Jean Cocteau aveva ragione. Di notte a Roma si sta meglio, meglio che di giorno dove anche gli abitanti appaiono turisti, turisti fra i turisti, overdose di persone, schiacciate dalle auto, dalle macchine fotografiche e dai sorrisi cortesi. Si sta meglio passeggiando sul lungo Tevere, dopo una cena “tipica” alla Fraschetta, dopo il vino dei Castelli e l’Amaro del Capo. Roma si risveglia, silente, vedi i secoli che gli sono passati sopra, che la sfiorano, che la fanno andare avanti, vedi quello che era, lo immagini, immagini quello che è stata per molti, chi la storia l’ha fatta per davvero. Se ne frega di quello che era, ci ripensa poi, si espone, si fa guardare Roma, come una bella donna, come una puttana usata e abbandonata, rovinata ma consapevole, lo fa apposta, le piace piacere. Ora Roma è sola con i suoi monumenti accompagnati da tiepide luci, convive con i ladri ed i nostri voti, non si spaventa più di nulla, sopravvive, finchè arte e bellezza le daranno rifugio, finchè memoria sarà resa visibile.

Minolta XD7 + Kodak Portra 400, Kodak Gold 200, Kodak T-Max 400.

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