Quella sera Layne ha fatto la cena perchè aveva trovato lavoro. Cioè non che sia disoccupato ora, nel senso ora lavora e quella sera voleva condividere la sua gioia con noi. Almeno credo. I Clash lo cantavano anni fà, ma tutto torna, noi siamo fortunati, pastori nel gregge, ma fino a quando? Non ho tutta sta voglia di esaminare robe ora. Ho il mio whisky, la musica e un letto che mi aspetta. Si sono egoista e penso a me. E tu invece? Cazzo pensi? Siamo tutti uguali, non è che risolvi i problemi del mondo se ci pensi, tanto in giro per le città c’è scritto che Gesù sta arrivando. Ok, ma dove? E con che mezzo poi? Non è che Gesù arriva con il carretto, cioè non me lo immagino,siamo nel 2012 cazzo avrà almeno un Murcielago, o una di queste qua che si è fatto fare dal suo amico Lapo, comunque non ci credo mica totan. Vabbè vorrei parlare ancora ma mi sto consumando da solo quindi buonanotte. Maledetto Bowmore.

Minolta XD7 + Lomo bw 400

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Quest’anno l’inverno è arrivato tardi, intimorito da quel sole che a fine novembre sembrava di stare più o meno a fine settembre. Si va a camminare allora, con Francesco e Rob dopo una notte di lavoro, due brioches al volo e un caffè. La colazione vera ci aspettava negli zaini, una bottiglia di Enfer, formaggio, mocetta e un pò di pasta. Non abbiamo incontrato nessuno quel giorno, solo le campane che ci hanno suonato la partenza da Blavy, nel pieno risveglio della Valle, quasi che non ci volevano lì e in effetti una volta in cima è stato difficile andarsene, si stava divinamente, cullati da quel panorama presque infini e con lo stomaco pieno. Una giornata di cuore, di compagnia. Una bella giornata.

Canon Eos 1D Mark IV

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La meta era il Bivacco Ravelli, 2860 mt. Era quella perchè a quel bivacco io e René non ci siamo mai arrivati. L’abbiamo visto, laggiù, a qualche centinaia di metri da noi. Pensavamo a una camminata post autunnale, neve si ma poca e compatta. Invece superati il bosco di Truche con i suoi larici secolari e il vallone dell’Invergnan ci siamo ritrovati affacciati su una vallata stupenda dove la passata nevicata aveva resistito, e molto bene. Peccato non aver avuto dietro gli sci. Abbiamo così optato per una meta molto meno ardita e più facilmente raggiungibile, una piccola cresta ai piedi del ghiacciaio dell’Invergnan, proprio sotto la Grande Rousse Sud (3572 mt). La modestissima cresta Pervinca, a circa 2700 mt. Foto e discesa per un fugace pranzo al sole di Dicembre, con una dose considerevole di “se” e “ma”, classica birretta nel bar di Valgrisenche e ritorno a casa. Una bella domenica mattina, preludio di una serata senza tempo.

Canon Eos 1D Mark IV

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Livia, che è la fidanzata di Ciccio, ha fatto il compleanno nella cantina di Ciccio. La cantina di Ciccio è un luogo mitico per tutti noi amici di Ciccio, sono molte infatti le storie, quasi leggende, legate a questo piccolo buco sottoterra. Ora qui vedi le piastrelle ma una volta c’era solo gofan e quando tornavi a casa erano cazzi, sempre se ci tornavi a casa, sempre se Ciccio non ti offriva un Contains. L’apertura della suddetta cantina è ormai legata solo ed esclusivamente a rarissimi ed importantissimi eventi. Alla fine in questo rullo ci trovi il compleanno di Livia, due coppie felici, amici, mia mamma, Bagalim, Giovanna e il mio giardino fake.

Olympus mju + Kodak Trix 400

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” Non c’è in natura una passione più diabolicamente impaziente di quella di colui che, tremando sull’orlo di un precipizio, medita di gettarvisi.“

Francesco è come un disco jazz, non sai mai cosa arriverà dopo, di sicuro smetterai di bere quel drink annacquato che tieni in mano, di sicuro ti getterai. Gli occhi alla musica, le orecchie tese ai gesti. Ai pianisti i tasti, a lui il pennello oppure il pennello e la macchina fotografica insieme. Lamericano82 è il suo racconto, parte di quel precipizio che ti affascina, stupisce e sorprendentemente ti fa avvicinare. Un vuoto amico che ti accoglie con parole ed immagini.

Cogne, novembre 2011.

Chi sei, da dove vieni e perché ci conosciamo?

Mi chiamo Francesco ( Cesco, Cisco o Fra…) Corniolo, ho quasi trent’anni e non li sento, nato, cresciuto e vissuto, con qualche non breve parentesi, ad Aosta, città mia in tutto; io e te, caro il mio Blot, ci conosciamo perché, quasi tre anni fa, son venuto a lavorare dove lavori tu.

Qual è il tuo primo ricordo legato alla bici? E l’ultimo?

La prima bici che ricordo è una Graziella rosa antico ( non l’avevo ereditata, l’ho voluta io rosa… però tutte le bambine del cortile volevano farci un giro…), ho iniziato con una fissa se vogliamo. L’ultimo ricordo invece sono 8 persone che fanno crocicchio fuori dal Moulin, affascinati dalla mia attuale fissa, che non è più rosa ma verde.

Rap o punk?

Indifferente. Meglio se in una lingua che capisco. La musica è tutta bella ma se poi dici cazzate allora vali molto meno ( azz ma forse è per questo che ascoltiamo solo musica in inglese ).

Cosa ne pensi dell’Italia?

Ho sempre visto piuttosto la Valle d’Aosta come terra natia, qui i confini li vedi, basta alzare gli occhi, non sono un gran patriota, non brucerei la mia mano per nessun paese. Devo dire però che in Italia si mangia bene dappertutto.

C’è qualcosa che cambieresti della tua vita? Sei felice?

No e no. La felicità sta sempre un passo avanti, il segreto è non cambiare mai strada per raggiungerla o forse basterebbe essere più felici di essere tristi.