groezrock 2012.

“On danse toujours sur un mur, un pas en avant, un pas en arrière, le jour, la nuit … Car un faux-pas sur ce mur et tout change du noir au blanc, des nomades ou des résidents, des lumières ou des ombres, des enfants gâtés ou des frères de misère.”

Le pellicole prima, del Belgio fatto di pioggia, birre e cibo di merda. Il digitale ora, dei concerti del Groezrock, delle corsette da un palco all’altro, delle note, delle birrette nel frattempo, dei “si, hanno suonato bene cazzo però chissà come sarebbe stato vederli 10 anni fà”, dello stare sul palco con le lacrime agli occhi ad ascoltare quel pezzo che prima era solo un file, del fango, dello stage diving, degli occhi di chi era sotto quei palchi con le vene fuori dal collo a urlare come se dovesse sbriciolarlo quel muro.

Canon Eos 1D Mark IV

 

 

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