BLOT9521The heliski experience is just unique and  really suggested to all the freeride lovers: a thing to try at least once in a lifetime! The typical heliskiing day is pretty different from the classic snowboard day, since the moment when you wait the chopper, all the senses come into play, first you hear the loud noise of the helicopter, then you see it landing and a moment before getting onboard the air moved by the blades hits your face like it wants to tell: “You’re about to fly! Get ready!”
The heliskiing activity in Courmayeur is really suggestive, flying along the Val Veny you immediately notice on the left a big face, the “Mont Fortin Sector”, wich you have to carefully look for spotting lines, because it’s the area where you can easily find good powder conditions, thanks to its north facing slopes. Looking right you can admire the greatness of some famous glaciers like the Brenva first and the Miage later, with their big crevasses and seracs that make you understand you are entering a world where man cannot stay long, but just for some time, the high mountain environment.
Once landed, the first impression is like being in paradise: a breathtaking 360° degrees view, where the sight will be lost around the infinity of peaks in front of you and the unreal silence will get you unique sensations.
I must say we have been very lucky with a perfect combination: sun, wind calm, 30 centimeters of fresh snow, and no tracks of skis or snowboards in front of us!
The first descent that we got to ride is in the “Pyramides Calcaires” area, very good spot to test the slopes on a first ride, or as a first helicopter ride for people who are still not very confident with powder and steep terrain but still want to try the Heliskiing experience. From the first area, we then moved with a second Heli ride towards the “Mont Fortin sector”, where the deep, perfect powder snow gave us big emotions on steep lines but always in safety.  This last area is more challanging than the one before, and is suited for riders who already have some experience in freeriding.
To finish off we can just wish, to everyone who will decide to try the heliskiing experience, to find a superb sunny day as the one whe had!

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BLOT8322 This season the snow arrived very late, so we had to wait until the 1st of February to get the chance to ride powder in the woods of La Thuile. We had been checking the weather for some days, and then finally we saw that a big storm was going to hit the Mont Blanc area from north and reach La Thuile as well, with abundant snowfalls. The dream came true! On Friday some old friends, all ex professional snowboard riders, contacted us to know if we would be out riding in the weekend; they also had seen that a lot of snow was falling in La Thuile and they wanted to enjoy it after having been surfing for one day in Finale Ligure. That would be the perfect combo! Enough said, on Sunday we all were on the first gondola up the woods of La Thuile, sticking our faces on the windows to check out how much snow there really was, and the more we would go up, the more our smiles would grow! We couldn’t wait to get inside those magic woods, a real natural playground where you can lay down turns, jump rocks, trees and bushes all covered up in snow. The choice of riding in the woods was done because it was still snowing on the top part of the slopes, with low visibility and strong winds as well. To our big surprise we noticed a blue patch of sky above our heads, giving visibility back on the whole resort. Minutes after getting on the “Chaz Dura Express” chairlift we were on the start of the “Elliot” couloir, where we rode it very quickly before the weather would close in again. Once having ridden it, the sky was all cloudy again. Not too bad, we were again inside the woods where we rode different lines all day, until our legs could not take it anymore. We felt absolutely destroyed at the end of such a big day of riding, but when we stopped, we still wanted so bad to keep riding those magical woods!

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BLOT9062Perchè la toponomastica è importante e la voglia di vedere posti di cui si è letto e sentito tanto ancora di più, quindi grazie a chi mi ha invitato, ai padroni di casa, ai fantasmi di pietra e alle presenze naturali, ai villaggi silenti tenuti svegli da una pasticceria, un market e un pub, a chi vuol bene a questi silenzi, al pellet che non bruciava e al 3g che non prendeva, agli episodi ricordati, ai cavalli delle slitte e ai croissants ghiacciati, ai sorrisi e alle medie bevute. Sono stati 2 giorni stupendi. Grazie alla neve, che quest’anno è arrivata un pò in ritardo rispetto alle nostre abitudini, forse perchè non ce la meritiamo più insieme all’albero di Natale, a braccetto col consumismo e quelle finzioni lì o forse perchè solo così riusciamo ad apprezzarla veramente, quando è libera di cadere dal cielo e non ha bisogno di trasformazioni artificiali, perchè per ora le stagioni non le trovi tra le offerte dell’ipermercato, esistono ancora e per fortuna decidono ancora loro quando palesarsi.

Fujifilm x100s

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001677220034Il Natale è tornato, passato ormai e lo specialone si palesa ancora una volta. Come al solito caratterizzato da un sacco di sobrietà quest’anno ci trovi dentro gli amici miei, un concerto dei Mastodon, varie cene più o meno segrete, una giornata sugli sci, due babbe di natale, tre mani, il numero 7 che non tornerà più, gli aperitivi nei bicchieri di vetro, mio papà, Tony bestemmia, il Cioè e un sacco di allegria! L’augurio rimane sempre quello, che il 2015 possa essere anche peggio, continuate a combattere e che la grinta sia con voi. Sempre.

Olympus mju + Canon Eos 1n + Kodak Trix 400

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001660610034La frase qui sotto è dei Titor, che sono un gruppo della madonna in un paese di madonne che poco hanno a che fare con la Vergine e il suo primo valore. Spesso sono celebrate, pregate, esclamate. Parlano dalle loro campane di vetro e dai loro altarini, parlano di un cazzo di niente ma parlano, anzi, hashtaggano tutto, anche gli acari sopravvissuti alle pulizie di primavera. Poverine. Cercano il senso ma non servono metri quadrati di vetro per guardare meglio fuori. Allontanatevi.

“Noi che non siamo come voi e non lo saremo mai, devi crederci se vuoi, dal 2036.”

Konica Hexar + b/w 250

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001650600006Anni fa insieme a René provammo a raggiungerlo, ma la neve era già troppa e così dopo un pranzo freddo tornammo indietro. Quest’anno invece ci siamo tornati, abbiamo festeggiato la fine di una finta estate che ai telegiornali non è piaciuta ma a me si, si è solo spostata di qualche giorno più in là, mescolata all’autunno, nessuno l’ha riconosciuta. Non sono mai contenti quelli lì che danno le notizie, il caldo è sempre troppo caldo e il freddo pure, ma i paletti li abbiamo messi noi no? E allora che cazzo ti lamenti se il sole non scalda e la neve non scende? Lamentati che non riesci a entrare nel garage con il macchinone o che c’è la coda in tangenziale, di quello lamentati. Ma è un lamento che lascia il tempo che trova, perchè tanto il pane in tavola c’è sia a pranzo che a cena, a colazione no perchè le merendine sono più comode. Lamentati che non puoi volare nella suite da 23.000 dollari di Singapore Airlines. Le basi cazzo. Le basi sono scappate per lasciar posto alle rate che vi fanno felici, con quelle te la compri la vita, con le rate dico. Lavora, rateizza, vivi e muori. Che poi devi fare le rate pure per il funerale. E allora che cazzo ti sei comprato? Lo spazio sul giornale locale e qualche parola di circostanza. Bisognerebbe che le scuole dedicassero più tempo all’aria aperta, alle gite, alle scoperte, che tanto le piramidi te le vai a vedere quando vai in vacanza a Sharm El Sheikh e il colosseo tra poco crolla. E dal ’40 al ’45 non è successo niente.

Canon Eos 1n + Kodak Gold 200

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001649670027Qualche giorno dopo l’inaugurazione del bivacco Duccio Manenti io, Fabien e Marco siamo saliti nella selvaggia Valtournenche per documentare fotograficamente e fisicamente questa nuova costruzione che sorge sulla riva del lago di Balanselmo, nella conca di Cignana. L’anno è il 1968. Millenovecentosessantotto. In Vietnam si continua a combattere. A gennaio è cominciata la Primavera di Praga, a marzo a Valle Giulia i poliziotti picchiano gli studenti, ad aprile l’uomo bianco spara a Martin Luther King e Rudi Dutschke viene gravemente ferito. Arriva poi il Maggio francese e agosto si porta via la Primavera. E i pugni chiusi di Città del Messico, il “potere operaio”, Il Cantico dei Drogati e Sympathy for the Devil. Bonatti continua a collaborare con Epoca e ci invoglia a partire, esplorare, scoprire. Documentare. E allora mi chiedo: chissà quanto durerà questo piccolo bivacco di legno e lamiera, chissà se Kubrick ci ha visto giusto con quel suo film che parla del lontano futuro, chissà se i nostri figli impareranno da quest’anno che quasi sta per finire? Maledettamente fertile. Chissà se ne costruiranno altri di “nidi” come questo, essenziali, magnificamente scomodi, sufficienti a condividere una cena fugace e un paio di bottiglie di vino. O invece i nidi diventeranno voliere, controllate e chiuse a chiave, magari piene di acqua e cibo che serviranno a farci ungere un pò alla volta, pensando che a casa si sta bene in fondo, si sta bene sotto controllo altrui. Tanto la storia è sempre quella, quella con la s minuscola no? Quella del pane e del circo. Poi per viaggiare si può uscire quando fa buio, guardare all’insù con un binocolo e farsi aiutare da qualche fatina verde.

Canon Eos 1n + b/w 250

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