Il Tor des Geants è un Endurance Trail che si snoda lungo le due Alte Vie della Valle d’Aosta con partenza ed arrivo a Courmayeur per un totale di circa 330km (200 miglia) e 24000 metri di dislivello positivo, seguendo per prima l’Alta Via n°2 verso la bassa Valle e ritornando per l’Alta Via n°1. Quest’anno ho avuto la fortuna di seguirlo molto da vicino. Per una settimana, dal 9 al 16 settembre. Di seguito foto e parole.
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the north face ultra trail du mont blanc.
Dopo Lavaredo un altro trail. In casa, almeno per un terzo, almeno così doveva essere. La neve si è fatta viva e si è portata via qualche grado, e anche qualche chilometro.
Dall’agenda rossa che porto con me: “Venerdì 31 agosto. 14.30, lascio Renato e Francesca in bivacco, esco a fare due passi. Caffè americano in Francia, quattro chiacchiere con Blo, pochi gradi e poche gocce. Per ora. In mattinata Renato mi ha detto che l’UTMB è stata accorciata di circa 70 km. Un centinaio di km al posto dei 168 previsti, alla fine, gli elementi vincono sempre. Si rimane in Francia. CHX questi giorni è il festival del tecnico; Gore-Tex ovunque, materiali leggeri, gel, integratori, frontali, GPS e zainetti, il peso qua è di troppo. 16.15, briefing @ Hotel Alpina, mi chiedo se posso entrare nonostante non abbia un logo The North Face stampato addosso. 17.45, bivacco. Preparazione, -75 minuti alla partenza. 19.00, partenza, 2480 concorrenti. 19.30, in macchina con Renato, direzione St. Gervais. Sulla strada ci sono i bus che accompagnano la gente a vedere la gara. In Italia succede solo quando l’Inter vince lo scudetto. 20.00, in coda per St. Gervais, piove. 20.30, St. Gervais, sottofondo di brodo e campanacci, piove secco. Francesca è seconda. 21.45, Les Contamines, musica della peggio Mtv e tifo da stadio. Macchine fotografiche e brodo sempre presenti. Mi accorgo di un gruppetto di giapponesi, saranno 6 o 7 e si occupano di 1, forse 2 atleti. Sempre mega tecnologici. Urlano. 22.30, Renato mi ha portato la cena, un piatto di brodo. Finalmente lo assaggio. Totally addicted. Erano anni che non bevevo un brodo così, un’ottima annata il 2012. A Les Contamines il passaggio degli atleti è doppio, andata e ritorno, rimaniamo qua. 22.40, vedo occhi, sudore, pelle, fango, condensa, fiato, freddo, umido, colori e baci, tanti. C’è tanto amore in queste gare, credo vada a braccetto con la pazienza, quella delle mogli, delle fidanzate, dei figli e delle figlie. Indispensabile. 23.06, i giapponesi continuano a urlare, i concorrenti sotto il tendone aumentano sempre di più. Il freddo anche. 23.46, ritratti. Nulla meglio del volto esprime l’animo dell’uomo, soprattutto in queste condizioni. Sabato 1 settembre, 00.37, le giacche anti vento/pioggia sono fredde solo a guardarle, anche da asciutte. Aspettiamo il ritorno di Francesca. 01.30, andiamo verso Les Houches, Francesca ha 20 minuti di ritardo sulla prima. 02.06, Les Houches, attesa e fame. 71 km fatti, da loro. 02.50, cibi asettici, ogni tanto appare del pane e un pò di frutta. 04.00, L’Argentière. Ultimo giro, Francesca è sempre seconda, purtroppo. Io continuo col brodo, purtroppo. Continua a piovere, ho dato il mio cellulare a Francesca che lei ha perso il suo. Sleepless. 05.20, sonno furtivo in macchina. 07.15, Francesca all’arrivo, seconda, è giorno ormai. Grigio, umido, freddo. 08.00, linea d’arrivo. LACRIME E SORRISI.
Canon Eos 1D Mark IV
bivacco pascal.
Dall’agenda rossa che porto con me: “Bivacco Pascal, 20:09, con Marco. Cena finita, rimangono i vuoti; il vino a 3.000 è un rafforzativo dell’anima, un qualcosa in più. Dolce, caldo, amico. Sto bene, sto infinitamente bene.”
In 4 ore di salita si parla, ci si scambia idee, pensieri, modi di vedere il mondo, di affrontare la vita, esperienze. Tramonto. Si condivide la solitudine, si apprezza e si osserva, con calma. Si uniscono le stelle. La notte e il primo freddo. Alba. Le nuvole si portano via le stelle e ci rimane la magia.
Canon Eos 1D Mark IV
il privilegio.
Da definizione il privilegio è diritto, facoltà, vantaggio particolare di cui gode una persona, una categoria o una classe di persone. Io il 13 agosto 2012 sono stato privilegiato a vederli così da vicino, a parlarci, berci insieme, fotografarli, ad essere sul palco fino alla fine, fino alle ultime note di Everlong, ad ascoltare storie così lontane rese incredibilmente vicine da chi le ha vissute in prima persona, da chi c’era, da chi la musica l’ha cambiata, per davvero. Sono stato privilegiato per alcune ore che non dimenticherò mai. E per questo privilegio devo ringraziare due persone.
GRAZIE.
Canon Eos 1D Mark IV
rifugio monzino.
Gitarella ferrata al Rifugio Monzino, Val Veny. Vista ravvicinata sulle Aiguilles e un pò coperta sul versante sud del Monte Bianco che si è concesso solo nel primo pomeriggio facendoci sentire veramente minuscoli di fronte alla perfezione di quelle grandi formazioni rocciose che quasi lo proteggono.
Canon Eos 1D Mark IV
gran tournalin.
goran bregovic.
the north face lavaredo ultra trail.
118 km x 5.740 m di dislivello positivo. A piedi, di corsa.
Riassunto fotografico di 15 ore di gara tra Torri, Cime, Tofane, Passi, Rifugi, Crode e Forcelle, seguendo Francesca, Ronan, Seb, Beppe e Nicola. E Renato che ogni tanto si perdeva. Per la prima volta ho visto le Dolomiti da vicino, di notte, con quelle stelle lì.
Canon Eos 1D Mark IV
incubus.
thanks for the opening!
Thanks to ALL the boys and girls at the 2012 Pila summer opening! It was simply great! Thanks for the jumps, the beers, the tunes, the friendship, the dust, the sweat and the passion. Love you ALL!
via aostavalleyfreeride.com.
mont avic.
Oggi io e il Gabbiano siamo andati a camminare fino in cima al Mont Avic e abbiamo incontrato un tot di camosci, un’aquila reale e una viperella tutta nera. Otto ore tra andata e ritorno, con calma e ammirazione. Gente, le scatolette di latta portatevele a casa, non si mimetizzano tra le pietre, nè le bestie le mangiano, tantomeno sono biodegradabili.
Canon Eos 1D Mark IV




