Il titolo è di Thomas.
Il resto delle sue parole lo trovi sul cartaceo di Salad Days.
Riders: Thomas De Fleurian, Jack Bisi, Alberto Gandiglio e Mark Hansen.
Canon Eos 1D Mark IV
Il titolo è di Thomas.
Il resto delle sue parole lo trovi sul cartaceo di Salad Days.
Riders: Thomas De Fleurian, Jack Bisi, Alberto Gandiglio e Mark Hansen.
Canon Eos 1D Mark IV
Quest’anno l’inverno è arrivato tardi, intimorito da quel sole che a fine novembre sembrava di stare più o meno a fine settembre. Si va a camminare allora, con Francesco e Rob dopo una notte di lavoro, due brioches al volo e un caffè. La colazione vera ci aspettava negli zaini, una bottiglia di Enfer, formaggio, mocetta e un pò di pasta. Non abbiamo incontrato nessuno quel giorno, solo le campane che ci hanno suonato la partenza da Blavy, nel pieno risveglio della Valle, quasi che non ci volevano lì e in effetti una volta in cima è stato difficile andarsene, si stava divinamente, cullati da quel panorama presque infini e con lo stomaco pieno. Una giornata di cuore, di compagnia. Una bella giornata.
Canon Eos 1D Mark IV
La meta era il Bivacco Ravelli, 2860 mt. Era quella perchè a quel bivacco io e René non ci siamo mai arrivati. L’abbiamo visto, laggiù, a qualche centinaia di metri da noi. Pensavamo a una camminata post autunnale, neve si ma poca e compatta. Invece superati il bosco di Truche con i suoi larici secolari e il vallone dell’Invergnan ci siamo ritrovati affacciati su una vallata stupenda dove la passata nevicata aveva resistito, e molto bene. Peccato non aver avuto dietro gli sci. Abbiamo così optato per una meta molto meno ardita e più facilmente raggiungibile, una piccola cresta ai piedi del ghiacciaio dell’Invergnan, proprio sotto la Grande Rousse Sud (3572 mt). La modestissima cresta Pervinca, a circa 2700 mt. Foto e discesa per un fugace pranzo al sole di Dicembre, con una dose considerevole di “se” e “ma”, classica birretta nel bar di Valgrisenche e ritorno a casa. Una bella domenica mattina, preludio di una serata senza tempo.
Canon Eos 1D Mark IV
La passione c’era. E anche qualche poser.
Grazie a chi ci ha creduto e a chi ci crede.
LOVE.
” Non c’è in natura una passione più diabolicamente impaziente di quella di colui che, tremando sull’orlo di un precipizio, medita di gettarvisi.“
Francesco è come un disco jazz, non sai mai cosa arriverà dopo, di sicuro smetterai di bere quel drink annacquato che tieni in mano, di sicuro ti getterai. Gli occhi alla musica, le orecchie tese ai gesti. Ai pianisti i tasti, a lui il pennello oppure il pennello e la macchina fotografica insieme. Lamericano82 è il suo racconto, parte di quel precipizio che ti affascina, stupisce e sorprendentemente ti fa avvicinare. Un vuoto amico che ti accoglie con parole ed immagini.
Cogne, novembre 2011.
Chi sei, da dove vieni e perché ci conosciamo?
Mi chiamo Francesco ( Cesco, Cisco o Fra…) Corniolo, ho quasi trent’anni e non li sento, nato, cresciuto e vissuto, con qualche non breve parentesi, ad Aosta, città mia in tutto; io e te, caro il mio Blot, ci conosciamo perché, quasi tre anni fa, son venuto a lavorare dove lavori tu.
Qual è il tuo primo ricordo legato alla bici? E l’ultimo?
La prima bici che ricordo è una Graziella rosa antico ( non l’avevo ereditata, l’ho voluta io rosa… però tutte le bambine del cortile volevano farci un giro…), ho iniziato con una fissa se vogliamo. L’ultimo ricordo invece sono 8 persone che fanno crocicchio fuori dal Moulin, affascinati dalla mia attuale fissa, che non è più rosa ma verde.
Indifferente. Meglio se in una lingua che capisco. La musica è tutta bella ma se poi dici cazzate allora vali molto meno ( azz ma forse è per questo che ascoltiamo solo musica in inglese ).
Ho sempre visto piuttosto la Valle d’Aosta come terra natia, qui i confini li vedi, basta alzare gli occhi, non sono un gran patriota, non brucerei la mia mano per nessun paese. Devo dire però che in Italia si mangia bene dappertutto.
C’è qualcosa che cambieresti della tua vita? Sei felice?
No e no. La felicità sta sempre un passo avanti, il segreto è non cambiare mai strada per raggiungerla o forse basterebbe essere più felici di essere tristi.
La storia che c’è attorno alle foto è molto semplice, l’amicizia come collante, così come il cibo e il buon vino. Raccontano un pomeriggio a casa di Claudio, passato a scegliere la carne, preparare le pentole, accendere il fuoco. Abitudini “antiche” forse, quasi perse e difficili da trovare nell’era degli Ipermercati. I profumi di una cucina che sostituisce la televisione, luogo di unione e di sentimenti, sincerità e silenzi costruttivi.
Canon Eos 1D Mark IV
Un paio di mesi fa Layne mi scrisse che ci sarebbero stati i Crash Of Rhinos a Torino. Li misi da parte, non posso mica andare a fotografare tutti quanti, mi dissi.
Il Caso, ben mascherato da Destino e Desiderio, fece si che io domenica 20 novembre presi il treno delle 18.26 da Aosta, direzione Porta Nuova. Zaino, un cambio e la macchina fotografica. Un rifugio per la notte ed un concerto ad attendermi, oltre a lui, il Caso. Poche foto risparmiando i rullini per la fame, i ricordi invece in abbondanza, tanti, limpidi e disperati, odiati, ma solo per 2 minuti, fugaziani, amichevoli, ricordi irreali e lontani, troppo, troppi forse, quasi invisibili. Presenti sul palco 5 ragazzi inglesi, un paio di strumenti e delle belle canzoni.
Ma belle belle belle.
Belle perché era la prima volta che le ascoltavo e allora se una cosa ti piace da subito è bella per sempre.
Rare.
Come il Caso quando si trasforma in Destino. Sapere perchè ero lì ormai era diventato scontato.
Canon Eos 1D Mark IV
Il viola, talvolta, inganna.
Gli Illogicist sono uno di quei gruppi che non vorresti mai ascoltare per sbaglio sul tuo stereo, soprattutto quando la domestica ti spolvera la cameretta. Death metal, nero. Foto promo per il nuovo disco. Stai attento e leggiti il bugiardino.
” The Unconsciousness of Living was finally released in the USA on the label Willowtip Records. The album is a concentration of aggressiveness and brutal melodies which gives life to the most technical and mature work composed to date. The European release is expected in January 2012 and will be distributed by Hammerheart Records. Stay tuned!“
Canon Eos 1D Mark IV
A distanza di due mesi dall’Antimtvday pubblico le foto. L’attesa perchè ho preferito dare la precedenza alla carta stampata.
Salad Days appunto, ho anche voluto scrivere di quel giorno, perchè le immagini parlano da sole ma certe volte non bastano.
”L’ultimo.
Scrivo ora dell’Antimtvday 2011. L’ultimo appunto. L’ultimo perché tutte le cose belle prima o poi finiscono.
Bologna, XM24.
Il sottoscritto più Layne, Gera, Peciu e Jonny. Le spese divise perché c’ è crisi. Il sudore condiviso perché ce n’ è bisogno. A Bologna fa caldo, almeno 30 gradi. Arriviamo nel primo pomeriggio, giro semituristico e qualche birra per raffreddare. L’ XM è un posto estraneo all’ Italia, pienamente anarchico e volontariamente autogestito. Si sta bene. Il merch dei gruppi riempie i vuoti di un cemento malvestito. Due piccole stanze ospitano i concerti. Lì dentro il caldo e l’ umidità aumentano. Ho le dita consumate, come quando sto troppo tempo in acqua. Come quando le ragioni non le senti, senti solo il desiderio, di stare lì, con i piedi sul palco e con le mani sui tasti della macchina fotografica. Non ho vissuto gli anni dei Kina, nonostante sia di Aosta, ma ho le immagini di quei concerti fisse in testa, l’ odore della carta dei libri di Glen Friedman sui polpastrelli. Quella sera ci sono finito dentro. Dentro a quei libri e a quelle immagini. SUDORE POGO E GRATITUDINE. Ma anche lealtà e spirito. Rabbia, ideali. E soprattutto PASSIONE. La respiravo, la respiravamo. Tra una foto e l’ altra mi fermavo ad osservare le smorfie di dolore, di piacere, gli sguardi degli uni e degli altri. Il cuore quella sera ha fatto gli straordinari, invisibile agli occhi ma presente sulle facce. Le facce di tutti, di chi ha voglia di creare e condividere, di chi ci crede, di chi si è fatto migliaia o solo centinaia di chilometri per essere lì, ancora una volta, felice di aver condiviso qualcosa di speciale e irripetibile.
GRAZIE.”