Io, Layne, Mitch e Jonny siamo stati in Belgio. Il Belgio mi ricorda le estati a Laigueglia con i miei genitori e le “amicizie da ombrellone”. Quella volta ci andò bene, conoscemmo Dirk e la sua famiglia, Dirk era il proprietario della sola birreria di Laigueglia, il Saloon. Dirk era di Gand e ogni volta che tornavamo a Laigueglia ci si scambiava i vizi: a loro la Fontina, a noi le birre. Ma a quell’età i vizi non si apprezzano a fondo, soprattutto quelli alcolici, sono piuttosto curiosità violabili, concesse, però i loro nomi me li ricordo bene. Quei nomi li ho ritrovati, anzi, li abbiamo ritrovati qualche settimana fa, in Belgio appunto, a Bruges e Gand, tra cattedrali e religione esposta, canali, pioggia, nuvole e finestre di sole, cibo di merda, ostelli, suite mansardate ma soprattutto birra. Siamo stati bene e questa volta i vizi li ho apprezzati ed i nomi sono aumentati.

Anche se non lo leggerai mai vorrei ringraziarti Dirk, per quelle estati, l’amicizia, la compagnia e le birre, allora assaggiate ed ora più che mai lodate.

Minolta XD7 + Kodak Trix 400

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Semplice no? Allora a quel punto scegli il libro che preferisci, rigorosamente usato, e il tuo sguardo si posa su quelle cifre pallide. Poi decidi. Intanto il tempo passa, osservi, ti guardi attorno, lo annusi quel libro, perchè l’odore, il profumo della carta d’annata, resa fragile dal tempo, è più buono, buono come è stato per me vedere il mare in una primavera ancora acerba, quasi autunnale. Un mare grigio, forte insieme al vento e alla pioggia che lo hanno avvicinato ai miei occhi, mare amico. I lidi ferraresi, Ferrara, Comacchio, le biciclette, i gabbiani che giocano, le seconde case silenziose, il pranzo pasquale dei nonni, gli ideali, la piadina, quella vera, il sabato sera davanti alla tv, la trattoria Rana, attesissima, sulla via del ritorno, in compagnia di Lance e Fra, una bottiglia di Sangiovese e varie pietanze tipiche, elogio della semplicità. Tornare a Torino è stata dura. Mi piace l’Emilia Romagna, mi fa ricordare ciò che non ho visto, mi arricchisce. Alla fine il libro non l’ho scelto, i libri non dovrebbero avere un prezzo, i libri sono di tutti.

Minolta XD7 + Fujicolor Pro 400H

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“Mi rivedo con Picasso mentre tornavamo di notte dall’Albergo Minerva, dove alloggiavano le ballerine russe, al nostro albergo in Piazza del Popolo. Preferivamo la Roma al chiaro di luna perché di notte si vede come è fatta una città.”

Jean Cocteau aveva ragione. Di notte a Roma si sta meglio, meglio che di giorno dove anche gli abitanti appaiono turisti, turisti fra i turisti, overdose di persone, schiacciate dalle auto, dalle macchine fotografiche e dai sorrisi cortesi. Si sta meglio passeggiando sul lungo Tevere, dopo una cena “tipica” alla Fraschetta, dopo il vino dei Castelli e l’Amaro del Capo. Roma si risveglia, silente, vedi i secoli che gli sono passati sopra, che la sfiorano, che la fanno andare avanti, vedi quello che era, lo immagini, immagini quello che è stata per molti, chi la storia l’ha fatta per davvero. Se ne frega di quello che era, ci ripensa poi, si espone, si fa guardare Roma, come una bella donna, come una puttana usata e abbandonata, rovinata ma consapevole, lo fa apposta, le piace piacere. Ora Roma è sola con i suoi monumenti accompagnati da tiepide luci, convive con i ladri ed i nostri voti, non si spaventa più di nulla, sopravvive, finchè arte e bellezza le daranno rifugio, finchè memoria sarà resa visibile.

Minolta XD7 + Kodak Portra 400, Kodak Gold 200, Kodak T-Max 400.

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Narrare parte della storia di un paese è di solito compito degli storici, che però scrivono libri, e i libri vanno letti per capire, altrimenti, tanto vale. Gli Offlaga sono degli audio libri in carne ed ossa, ti parlano della storia, la loro ma anche un pò la nostra, sono essenziali, nostalgici quanto basta, provinciali, socialisti ma soprattutto emiliani, nati  e vissuti negli anni in cui “il partito comunista prendeva il 74% dei voti e la democrazia cristiana il 6%”, sono di Reggio Emilia. Insegnano e ti fanno venire voglia di imparare, col dizionario sul palco e il Toblerone in bella vista, e poi con quell’accento lì.

“Ho fatto l’esame di seconda elementare nel 1975.
Il socialismo era come l’universo: in espansione.
La maestra mi chiese di Massimiliano Robespierre.
Le risposi che i Giacobini avevano ragione e che,
terrore o no la Rivoluzione Francese era stata una cosa giusta.
La maestra non ritenne di fare altre domande.
Ma abbiamo anche molti ricordi di quel piccolo mondo antico fogazzaro:
– l’astronave da trecento punti di Space Invaders
– Enrico Berlinguer alla tv
– le vittorie olimpiche di Alberto Juantorena in nome della Rivoluzione Cubana
– i Sandinisti al potere in Nicaragua
– il catechista che votava Pannella
– gli amici del campetto passati dalle Marlboro direttamente all’eroina alla faccia delle droghe leggere
– i fumetti di Zora la vampira porno e la Prinz senza ritorno
– il referendum sul divorzio e non capivamo perché se vinceva il No il divorzio c’era e se vinceva il Si non c’era
– Anna Oxa a Sanremo conciata come una punk londinese
– i Van Halen
– la prima sega
– la vicina di casa, un travestito ai più noto come Lola che mia madre chiamava Antonio con nostro sommo sbigottimento
– Jarmila Kratochivilova
– il Toblerone, qualcuno sa perché
– una scritta degli ultras della Reggiana dopo il raid aereo americano su Tripoli negli anni ottanta.
Diceva: “grazie Reagan, bombardaci Parma”
– e poi la nostra meravigliosa toponomastica:
Via Carlo Marx
Via Ho Chi Minh
Via Che Guevara
Via Dolores Ibarruri
Via Stalingrado
Via Maresciallo Tito
Piazza Lenin a Cavriago
E la grande banca non più locale con sede in via Rivoluzione d’Ottobre.
– e infine il mio quartiere, dove il Partito Comunista prendeva il 74% e la Democrazia Cristiana il 6% ”

Canon Eos 1D Mark IV

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