La storia che c’è attorno alle foto è molto semplice, l’amicizia come collante, così come il cibo e il buon vino. Raccontano un pomeriggio a casa di Claudio, passato a scegliere la carne, preparare le pentole, accendere il fuoco. Abitudini “antiche” forse, quasi perse e difficili da trovare nell’era degli Ipermercati. I profumi di una cucina che sostituisce la televisione, luogo di unione e di sentimenti, sincerità e silenzi costruttivi.

Canon Eos 1D Mark IV

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Un paio di mesi fa Layne mi scrisse che ci sarebbero stati i Crash Of Rhinos a Torino. Li misi da parte, non posso mica andare a fotografare tutti quanti, mi dissi.

Il Caso, ben mascherato da Destino e Desiderio, fece si che io domenica 20 novembre presi il treno delle 18.26 da Aosta, direzione Porta Nuova. Zaino, un cambio e la macchina fotografica. Un rifugio per la notte ed un concerto ad attendermi, oltre a lui, il Caso. Poche foto risparmiando i rullini per la fame, i ricordi invece in abbondanza, tanti, limpidi e disperati, odiati, ma solo per 2 minuti, fugaziani, amichevoli, ricordi irreali e lontani, troppo, troppi forse, quasi invisibili. Presenti sul palco 5 ragazzi inglesi, un paio di strumenti e delle belle canzoni.

Ma belle belle belle.

Belle perché era la prima volta che le ascoltavo e allora se una cosa ti piace da subito è bella per sempre.

Rare.

Come il Caso quando si trasforma in Destino. Sapere perchè ero lì ormai era diventato scontato.

Canon Eos 1D Mark IV

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Il viola, talvolta, inganna.

Gli Illogicist sono uno di quei gruppi che non vorresti mai ascoltare per sbaglio sul tuo stereo, soprattutto quando la domestica ti spolvera la cameretta. Death metal, nero. Foto promo per il nuovo disco. Stai attento e leggiti il bugiardino.

” The Unconsciousness of Living was finally released in the USA on the label Willowtip Records. The album is a concentration of aggressiveness and brutal melodies which gives life to the most technical and mature work composed to date. The European release is expected in January 2012 and will be distributed by Hammerheart Records. Stay tuned!“

www.illogicist.com

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“Personalmente, la montagna mi ha insegnato una cosa: che da una cima non si va in nessun posto, si può solo scendere. Una grande lezione: scendere, tornare indietro, all’essenziale, alle origini. Lezione che induce a riflettere sulle vette della vita: il successo, il denaro, il potere, le vittorie. Vette che chi le ha ottenute, un giorno dovrà lasciare.”

 Queste non sono parole mie, bensì di Mauro Corona. Mauro Corona è una di quelle persone che vorrei incontrare al bar la sera, quando fuori fa freddo e tutti se ne stanno in casa, soffocati dalle comodità di un soffice divano e rincuorati dalla speranza di un bel pompino. Alpinista, scultore e scrittore Mauro ha accompagnato il mio viaggio verso L’Eroica con un piccolo, ma immenso, libricino chiamato La Montagna. 95 pagine di ispirazione, ammirazione, rispetto e insegnamenti. In quelle parole mi ci sono trovato e non è stato difficile capire che molti pensieri potevano benissimo adattarsi alla meta del nostro viaggio, quello mio, di Marco, Andrea, Roland, Alice, Mauri, Andrea e Alberto.

L’Eroica è una pedalata tra le strade bianche del Chianti senese, da fare esclusivamente con bici d’epoca, ovvero con bici costruite prima del 1987. Un ritorno alle origini insomma, quasi una rivincita dell’acciaio sulle leghe leggere, un ritorno a ciò che il Ciclismo ha rappresentato per tanti anni, quel Ciclismo Eroico appunto, quello di Gino, di Fausto, di Alfredo, di Fiorenzo, di quell’Italia unita dalle due ruote e separata dalla Guerra. Ecco allora il Ciclismo fondersi con le Montagne, lo Stelvio, il Galibier e l’Izoard, la fatica e la speranza, i sogni di un popolo che vedeva nei corridori la rivincita da un periodo di sofferenze. Il Ciclismo come la Montagna, entrambi metafore della vita, in tanti hanno scritto di loro, poeti, giornalisti, scrittori, ora è il mio turno, con un pò di presunzione forse, ma con il cuore in mano e negli occhi quei giorni trascorsi con i miei Amici.

Gli Amici Miei.

Ecco un paese di 1.200 famiglie trasformarsi in un’unica famiglia composta da più di 4.000 persone che in quei primi giorni di Ottobre con le loro biciclette lo accarezzano, lo circondano, quasi a proteggerlo e lo solleticano, lo rallegrano, talvolta aiutati dal frutto di ciò che prende vita da quelle colline. Ecco Amerigo che balla con Alice e ci racconta del suo passato a tratti burlesco e gaudente. Ecco allora che mi fermo a parlare con un uomo che potrebbe essere mio nonno, gli sguardi si incrociano, parliamo di quest’Italia malata, della sua giovinezza, della mia nostalgia. E non ci scambiamo le mail, probabilmente non ci rivedremo mai più. Ecco che il mio vino è finito. Ecco ora la partenza che ci unisce, tutti insieme, mi guardo intorno, la scritta Bartali sul metallo mi rincuora, i 75 chilometri passano tra salite, polvere e ammirazione, il sole ci accompagna, si spera di non bucare, si soffre un pò, ma si è ripagati dalla ribollita e dai sorrisi dei compagni. Ecco le colline, le damigiane, il pizzo e l’asfalto.

Ecco il traguardo.

Ecco, ecco il tramonto che ci accompagna verso casa, ed ecco che d’un tratto ripenso a quei giorni e alla ricchezza che mi hanno donato.

Grazie a Lomography, Mauro Corona e William Fitzsimmons. E grazie agli Amici Miei.

[vimeo http://vimeo.com/30305924 w=640&h=360]

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A distanza di due mesi dall’Antimtvday pubblico le foto. L’attesa perchè ho preferito dare la precedenza alla carta stampata.

Salad Days appunto, ho anche voluto scrivere di quel giorno, perchè le immagini parlano da sole ma certe volte non bastano.

”L’ultimo.

Scrivo ora dell’Antimtvday 2011. L’ultimo appunto. L’ultimo perché tutte le cose belle prima o poi finiscono.

Bologna, XM24.

Il sottoscritto più Layne, Gera, Peciu e Jonny. Le spese divise perché c’ è crisi. Il sudore condiviso perché ce n’ è bisogno. A Bologna fa caldo, almeno 30 gradi. Arriviamo nel primo pomeriggio, giro semituristico e qualche birra per raffreddare. L’ XM è un posto estraneo all’ Italia, pienamente anarchico e volontariamente autogestito. Si sta bene. Il merch dei gruppi riempie i vuoti di un cemento malvestito. Due piccole stanze ospitano i concerti. Lì dentro il caldo e l’ umidità aumentano. Ho le dita consumate, come quando sto troppo tempo in acqua. Come quando le ragioni non le senti, senti solo il desiderio, di stare lì, con i piedi sul palco e con le mani sui tasti della macchina fotografica. Non ho vissuto gli anni dei Kina, nonostante sia di Aosta, ma ho le immagini di quei concerti fisse in testa, l’ odore della carta dei libri di Glen Friedman sui polpastrelli. Quella sera ci sono finito dentro. Dentro a quei libri e a quelle immagini. SUDORE POGO E GRATITUDINE. Ma anche lealtà e spirito. Rabbia, ideali. E soprattutto PASSIONE. La respiravo, la respiravamo. Tra una foto e l’ altra mi fermavo ad osservare le smorfie di dolore, di piacere, gli sguardi degli uni e degli altri. Il cuore quella sera ha fatto gli straordinari, invisibile agli occhi ma presente sulle facce. Le facce di tutti, di chi ha voglia di creare e condividere, di chi ci crede, di chi si è fatto migliaia o solo centinaia di chilometri per essere lì, ancora una volta, felice di aver condiviso qualcosa di speciale e irripetibile.

GRAZIE.”

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“C’era una volta un giovine baldanzoso… che pensava solo al modo piu bizzarro di rovinare i muretti del suo paesello, ed il modo piu rumoroso di sorvolare luccicanti scalinate di marmo. Quando un bel giorno… si scontrò con il duro ed opaco mondo del lavoro… qualche anno dopo il giovine “capì”…”

CONTINUA…

Probabilmente le favole esistono anche negli anni zero. Che poi finiscano con l’unione di due persone o di una serie di tubi d’acciaio poco importa. Mattia ci crede da qualche anno. Gli altri stanno a guardare. Se ti piace il profumo della carta, quella che sa di buono, cerca Salad Days #9. Altrimenti accontentati del monitor.

Yashica FX-3 + Kodak Trix 400

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Non ho molto da dire su Thomas, lo conosco da poco tempo, ma come raramente mi succede, abbastanza per capire che dedizione, umiltà e passione, mischiate nelle giuste dosi, possono dare frutti davvero inaspettati. Queste foto e questa mini intervista arrivano quasi per caso, alcune volute, altre semplicemente la risposta alla mia frase ” Oh Tommy hai voglia di cacciarti giù da lì? “.

Pila, ottobre 2011.

Chi sei, da dove vieni e perchè ci conosciamo?

C’è chi mi chiama French, Franciospo, Champi o anche il tasso (Grazie Chris!), insomma sono francese, torinese d’adozione, e scavo la terra nei boschi! Ci conosciamo grazie ai nostri amici in comune Chris, Ciccio e i fantastici Black Arrows!

Qual è il tuo primo ricordo legato alla bici? E l’ultimo?

Il mio primo ricordo legato alla bici è il salto della radice del giardino di casa, quand’ero piccolo! Non scavavo ancora ma già mi gasavo con i salti a quanto pare!Il mio ultimo ricordo è questo weekend appena passato, tra una giornata di Freeride a Pila con i super organizzati Black Arrows (lo sai perchè c’eri!), e una giornata di Trail e Bowl a Grenoble con il mio amico Maël… Con 2 ruote e un paio di amici ci si diverte sempre!

Rap o punk?

Rap, Punk, Electro, posso gasarmi con qualunque cosa, basta che faccia piacere alle mie orecchie!

Cosa ne pensi dell’Italia?

L’Italia è un bellissimo paese, la gente è solitamente super simpatica e accogliente, e anche se siete forse ancora più sciovinisti di noi francesi vi voglio bene! Dopo più di 8 anni passati qua sara dura tornarmene oltre alpi… L’unico peccato dell’Italia è che sia cosi tanto indietro rispetto al resto dell’Europa e ancora di più rispetto all’America per quanto riguarda tutto quello che è freestyle, e in generale praticamente per tutto quello che non è calcio…

C’è qualcosa che cambieresti della tua vita? Sei felice?

Sicuramente ci sono cose che cambierei della mia vita, come penso chiunque, pero comunque penso di potermi ritenere fortunato cosi. Ho una bellissima ragazza, ho studiato quello che mi piace grazie al supporto dei miei, ho un sacco di amici con chi divertirmi, insomma non ho sicuramente da lamentarmi… Nessuno può essere felice sempre, però una cosa è sicura, quando sono sulla mia bici si, sono felice!

“Pensai a quanti luoghi ci sono nel mondo che appartengono così a qualcuno, che qualcuno ha nel sangue e nessun altro li sa.”

Difficile scrivere di biciclette, sbronze e amicizia. Difficile perchè uno risulta essere sempre banale e di poca sostanza in egual maniera. Ma le foto riempiono il vuoto. Una giornata di bianchi e neri, colori timidi e tramonti dorati. Permettetemi di ringraziare Thomas per la pazienza e la classe, francese, con la quale si è donato all’obiettivo di Blot. Sono riuscito a scattare foto che avevo in testa da un bel pò e ora vederle fa un certo effetto, sorpresa e felicità allo stesso tempo. Insomma mi sono divertito.

Il divertimento, componente fondamentale delle nostre reunion.

Leggo su Wikipedia che il divertimento è l’operazione mediante cui si distoglie un essere umano dagli affanni procurandogli piacere.

E’ stato un giorno importante sabato 15 ottobre 2011, a Roma qualcuno si è voluto divertire a tutti i costi, a scapito di altri, mostrando il lato, a detta di molti “peggiore”, di una manifestazione che doveva essere pacifica e che è finita in guerriglia. Forse lassù in alto non l’avevano previsto, ma portare il Paese a una certa condizione porta con sè una serie di conseguenze più o meno gravi, più o meno immediate, sicuramente negative per chi appoggia il potere ma altrettanto rabbiose e sensate per chi le compie. Ci si stupisce perchè in Italia e basta si sia arrivati fino a questo punto ma è difficile pensare a soluzioni “pacifiche” viste le condizioni in cui la Repubblica versa. Il problema sono i bersagli, troppo difficilmente raggiungibili da molotow e sanpietrini, ci vorrebbe una creatura mitica, un Guy Fawkes moderno che agisca di nascosto, all’ombra di tutti. Forse però non se lo meritano nemmeno di fare una fine così “gloriosa”. Siamo nel 2011, basterebbero due puttane e una candida overdose, insomma azioni giornaliere atte a creare stupore mediatico perchè la colpa, in fondo, è sempre del divertimento.

Canon Eos 1D Mark IV

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Il post in questione non c’entra con le cannette.

Lui è Rollo e l’altro giorno ci siamo fatti 60 km per berci due birrette, perchè a Saint Vincent costano meno.

Olympus mju + Kodak Portra 400 nc

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